La donna che amava far felici le vagine

« Io amo le vagine. Amo le donne. Non le vedo come cose separate. Le donne mi pagano per dominarle, eccitarle, farle venire. Non ho cominciato così. Anzi. Ero avvocato. Ma,
avvicinandomi alla quarantina, mi è venuta l‟ossessione di far felici le donne. C’erano
tantissime donne non realizzate. Tantissime donne che non avevano accesso alla felicità sessuale. Era cominciata come una specie di missione, ma poi mi sono fatta coinvolgere. Sono diventata molto brava, direi geniale. Era la mia arte. Ho incominciato a essere pagata per questo. Era come se avessi scoperto la mia vocazione. A quel punto il diritto tributario mi sembrava spaventosamente noioso e insignificante. Continua a leggere

Pubblicato in Narrazioni, Uncategorized | Lascia un commento

Amanda Third, ‘Shooting from the hip’: Valerie Solanas, SCUM and the apocalyptic politics of radical feminism,

Click to

‘Shooting from the hip: Valerie Solanas, the SCUM manifesto, and the apocalyptic politics of radical feminism’, Hecate: An Interdisciplinary Journal of Women’s Liberation, vol. 32, no. 2, pp. 104-32._

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“La politica del posizionamento”

Traduzione che sospetto incompleta,  e forse innestata con altri testi…appena possibile cerco il testo originale e confronto, comunque qui di seguito potete leggere

Adrienne Rich, “La politica del posizionamento”,
Pubblicato in Italiano in «Mediterranean», n.2,
1996, pp.15-22. Mentre l’ edizione originale, “Notes Toward a Politics of Location”, in EAD.,
Blood, Bread and Poetry: Selected Prose 1979-1985, Virago, London 1987.
Questa traduzione l’ho trovata qui.

Continua a leggere

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

PostPorno/eccitazione dissidente

Traduzione intervista Beatriz Preciado pubblicata su“parole de queer” #4, dic2009-gen2010.

note: nel testo si declina al maschile ed al femminile anche quando Beatriz non lo fa, risultato stilisticamente noioso  ma politicamente gustoso. Si pubblica con errori e dubbi sulla traduzione, in attesa di contributi chiarificatori! Si fa quel che si può! Inoltre inseriamo link e/o commenti a piacere nostro. E anche corsivi e grassetti sono nostri.

Nel 2003 hai organizzato la prima “Maratona Postporno alMacba. Che significa postporno?

In realtà, il termine postporno fu inventato dall’artista olandese Wink van Kempen negli anni 80 per denominare un insieme di fotografie di contenuto apparentemente esplicito, (cioè con rappresentazione di genitali in primo piano) ma il cui obiettivo non era masturbatorio, bensì paraodico e critico. Ma fu l’artista ed attrice porno americanaAnnie Sprinkle quella che diede al termine una dimensione culturale e politica più ampia, quando l’utilizzò per presentare il suo spettacolo “l’annuncio pubblico del collo dell’utero”, nel quale invitava le/gli spettatrici/ori a esplorare l’interno della sua vagina con l’aiuto di uno speculum ginecologico. Ironizzando nello stesso tempo con i codici visuali della medicina e della pornografia tradizionale, Sprinkle avverte le/i visitatrici/ori del suo utero: “volete vedere sempre di più, avvicinatevi, guardate quello che vedete è in realtà il sesso.” L’unica cosa che vedranno gli insaziabili visitatori/trici, con l’aiuto di una torcia, sarà un canale rosato e il riflesso scintillante della luce sul fondo dell’utero. In questo modo , Sprinkle, riduce all’assurdo l’imperativo della massima visibilità del sesso femminile imposto dalla pornografia “tradizionale”. Sprinkle ci insegna che la pornografia produce la verità del sesso che pretende di rappresentare: si tratta di un genere cinematografico di finzione fatto di codici, convenzioni, rappresentazioni normative….la cui narrazione dominante è costruita per soddisfare lo sguardo “maschile” eterosessuale. Sprinkle ci chiede: « Quale è il corpo rappresentato dalla pornografia?» Continua a leggere

Pubblicato in traduzioni traduzioni traduzioni | Lascia un commento

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento